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Cosa dice la Legge sull’Ipnosi

La legge italiana, la n.4 del 14 gennaio 2013, intende l’ipnologo un libero professionista intellettuale. La legge consente di esercitare in libertà e legalità la professione di Ipnologo, purché la trance sia utilizzata solo come induzione e non come terapia, integrando la direttiva del parlamento europeo e del consiglio COM (2002) 119, relativa al riconoscimento reciproco delle qualifiche professionali tra i paesi membri, approvata l’11 febbraio 2004.
Quali sono le Leggi in merito all’ipnosi?

L’ Ipnologo deve essere diplomato e certificato da scuole riconosciute, ed é un libero professionista che svolge un’attività attinente al miglioramento personale.

L’ Ipnologo guida il suo cliente per un miglioramento delle potenzialità energetiche umane e personali.

La legge italiana consente di esercitare come Libera Professione la professione di Ipnologo integrando la direttiva del parlamento europeo e del consiglio COM (2002) 119, relativa al riconoscimento reciproco delle qualifiche professionali tra i paesi membri, che è stata approvata l’11 febbraio 2004.

La normativa vigente italiana permette quindi la pratica dell’ipnosi, però la vieta in due precise condizioni:

  1. mancanza di consenso o anche qualora ci sia il consenso, quando esiste un pericolo grave per l’incolumità della persona.
  2. quando è svolta a fini terapeutici da chi non svolga una “professione sanitaria”, cioè non sia medico.

La Corte di Cassazione chiarisce espressamente chi non è contemplato nella categoria indicata come “professione sanitaria”:

è tale chi è sfornito del titolo richiesto di laurea in medicina e chirurgia o non ha

adempiuto alle formalità prescritte come condizione per l’esercizio della professione (es. iscrizione all’albo) o ne è stato sospeso o interdetto”.

Si tratta quindi, per l’ Ipnologo non medico , di praticare l’ipnosi:

  1. senza creare pericolo per l’incolumità del cliente.
  2. senza effettuare terapia.

In sostanza l’Ipnologo non medico può praticare l’ipnosi purché essa non sia terapeutica e non sia dannosa.

In italia quindi, almeno attualmente, in un contesto terapeutico, l’ipnologo deve avere la qualità di medico, nemmeno lo psicologo psicoterapeuta può esercitare l’ipnosi in un contesto terapeutico!

Ogni altro impiego dell’ipnosi per finalità cliniche, diagnostiche o terapeutiche da parte di persona non in possesso di laurea in medicina e chirurgia incorre nel reato di esercizio abusivo di professione, previsto e punito all’art. 348 del codice penale, il quale afferma così:

Chiunque abusivamente esercita una professione per la quale è richiesta una speciale abilitazione dello Stato, è punito con la reclusione fino a sei mesi o con la multa da lire duecentomila a un milione”.

Il vigente codice penale, promulgato nel 1930, menziona a “sproposito” l’ipnosi in due articoli, in quanto NON e’ possibile commettere tali reati con l’ipnosi:

art. 613 del codice penale

Chiunque mediante suggestione ipnotica o in veglia, sostanze alcooliche o stupefacenti ponga una persona, senza il di Lei assenso, in stato d’incapacità d’intendere o volere. La punibilità non è esclusa se chi presta il consenso è minore di anni diciotto, infermo di mente, ovvero in stato di deficienza psichica per altra infermità ovvero abuso di sostanze alcooliche o stupefacenti, ovvero il consenso sia stato estorto con violenza, minaccia o suggestione ovvero carpito coll’inganno. La pena è la reclusione fino ad un anno. La pena è la reclusione fino a cinque anni se il colpevole ha agito col fine di far commettere un reato ovvero se la persona resa incapace commette, in tale stato, un fatto previsto dalla legge come reato”.

L’art. 613 è inapplicabile all’ipnosi, in quanto con l’ipnosi NON è possibile realizzare l’incapacità di intendere e di volere e NON e’ neppure possibile far commettere un reato, lo conferma a chiare lettere tutta la letteratura scientifica in proposito!

art. 728 del codice penale

Chiunque ponga taluno, col suo consenso, in stato di narcosi od ipnotismo ovvero esegua sul medesimo un trattamento che ne sopprima la coscienza o la volontà è punito, se dal fatto deriva pericolo per l’incolumità della persona, con l’arresto da uno a sei mesi ovvero con l’ammenda da Euro 30,00 a 516,00. È ammessa l’estinzione del reato mediante oblazione. La predetta norma non si applica se il fatto è posto in essere, per finalità scientifiche o di cura, da persona che esercita una professione sanitaria“.

Anche questa condizione è impossibile da realizzarsi con l’ipnosi.

L’Ipnologo esperto, se non è medico, NON può praticare l’ipnosi per finalità cliniche, diagnostiche o terapeutiche, ma può invece utilizzarla liberamente, in qualità di libero professionista, ai fini della crescita personale del proprio cliente, per il suo sviluppo e la presa di coscienza, oltre che per la riscoperta di risorse e l’insegnamento di tecniche atte al dissolvere disagi e per il miglioramento personale e relazionale.

 

 

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