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EFT sulle Paure

Prima di vedere come risolverle, cerchiamo di definirle: chiamiamo paure eccessive quelle che oltrepassano la normale funzione di cautela, creando una risposta emozionale incontrollabile e non necessaria.

C’è infatti una bella differenza tra la paura “sana”, quel meccanismo che ci avverte se stiamo entrando o indulgendo in una situazione di pericolo e che è all’origine della prudenza, e la paura eccessiva, di inutile funzione protettiva e capace di limitare fortemente la qualità di vita di un individuo.

Un esempio può chiarire: una cosa è essere cauti di fronte ai serpenti, visto che alcuni di essi possono nuocere.

Tutt’altra cosa è ritrovarsi in preda a reazioni incontrollabili come mal di testa, nausea, vertigini, pulsazioni cardiache accelerate, sudore, pianto, e tanti altri sintomi, in presenza di un serpente e spesso anche solo immaginandolo.

Questa “risposta eccessiva” viene ridimensionata dall’applicazione di EFT, lasciando intatte le normali reazioni di precauzione.

Ho notato che a volte una paura prende un ruolo centrale nella vita di una persona, la condiziona a tal punto da essere notevolmente presente nei suoi pensieri tanto da farla quasi “orbitare” attorno ad essa.

Devo dire che in quasi tutti questi casi la paura è più complessa da gestire perché non è il vero problema, ma una metafora, una rappresentazione di un conflitto inconscio o di una memoria dolorosa.

Applicare EFT in queste situazioni richiede doti di investigatore, per far sì che il conflitto venga alla luce e possa essere risolto.

Nella maggior parte dei casi la paura è comunque “semplice”, ed EFT si rivela rapida ed efficace nel trasformarla.

Mi è capitato spesso, in gruppi di persone, di chiedere quanti avessero una paura e di vedere poche mani alzate.

Quando poi alcune paure venivano nominate, altre mani si alzavano: molti si erano “dimenticati” di averne.

Ora, il primo passo per risolvere un problema è sapere di averlo.

Per questo motivo includo una carrellata di possibili oggetti di paura:

serpenti; ragni; insetti; fuoco; altezza; buio; dentista; aghi; occhi; aereo e volare in genere; sangue; pagliacci; gatti; cani; ponti; acqua; essere rifiutati; uomini; donne; sesso; medici e ospedali; malattia; morte; solitudine; cantina; fallimento; ascensori; squali; automobile e guidare in genere; parlare in pubblico; luoghi affollati; luoghi chiusi; vincere e successo in genere; topi; nuotare; etc.

EFT è straordinaria sulle paure, ed ha un’importante peculiarità: ne elimina solo la parte eccessiva, lasciando intatta la normale prudenza.

Applicazione: focalizza una scena inerente alla paura, così da attivarla. Quando avverti le tipiche sensazioni legate alla paura, applica EFT fino a che non calano. In caso di blocco, applica EFT con la Preparazione.

EFT su tematiche fisiche

Sintomi fisici come il dolore sono considerati, sia da medicine antiche come quella Ayurvedica, sia dalle recenti medicine Energetica e Vibrazionale, l’ultimo stadio di manifestazione di uno squilibrio.

Ciò che appare nel corpo, a volte in modo evidente e doloroso, nasce in realtà molto prima ed in diverse “aree” dell’uomo, come il pensiero, il sistema di credenze, il piano emotivo.

Questo significa che normalmente sono degli eventi irrisolti a creare, nel tempo, i problemi fisici; di conseguenza, se si vorrà raggiungere il benessere, bisognerà individuare e sciogliere questi eventi e le credenze ad essi collegate.

Per rendere meglio l’idea, propongo la metafora del tavolo: la superficie è il sintomo, per esempio l’asma.

Come mai l’asma si manifesta? A cosa è una reazione? Quali sono le gambe che sorreggono questo tavolo? Una o più situazioni irrisolte (conflitti) la cui presenza, spesso in modo del tutto inconscio, “toglie il fiato”.

Ho detto presenza, perché c’è da sottolineare un particolare: ”i ricordi sono tali solo per la mente conscia.

Per l’inconscio essi sono eventi attuali.

Quali sono gli EVENTI ATTUALI SPECIFICI che impediscono al tuo corpo di guarire? Quali sono le tue credenze, le SCRITTE SUI MURI che consulti 24 ore su 24 e ti dicono CHI SEI?” (Dr. Stephen Daniel).

Il sintomo è quindi la miglior soluzione possibile trovata fino a quel momento. Se cambiamo gli scenari interiori che generano il conflitto, anche il sintomo dovrà cambiare o sparire.

I problemi fisici hanno primariamente due vie di risoluzione attraverso EFT:

 direttamente sul sintomo

 attraverso la ricerca e la neutralizzazione delle emozioni, degli eventi e delle credenze alla base del sintomo.

Il primo approccio è il più semplice, e sono portato a credere che il suo funzionamento derivi dal fatto che, mentre ci sintonizziamo sul sintomo, l’inconscio vada ad orientare l’attivazione dei punti sugli “eventi-radice e le convinzioni ad essi collegate”. Ad ogni modo, vediamo il primo metodo:

Localizzo un problema fisico attuale (es. mal di testa / allergia)

Stabilisco l’intensità da 0 a 10 (es. 8)

Applico un giro di EFT (una o più Sequenze)

Osservo eventuali cambiamenti:

– è migliorato o peggiorato?

– ha cambiato di natura (es. prima pulsava, ora è fisso) o qualità?

– ha cambiato localizzazione (es. dalla zona frontale alla nuca)?

In base ai cambiamenti avvenuti sarà opportuno applicare ulteriori passaggi di EFT, focalizzandosi su ciò che è emerso.

Qui si inserisce bene il metodo della “Caccia al Dolore”: poiché può accadere che il sintomo si sposti in varie zone del corpo, come se fosse una preda che fugge e lotta per la sopravvivenza, andrà semplicemente “inseguito” ad ogni suo spostamento, e trattato con uno o più passaggi di EFT.

Questo andrà probabilmente anche a dissolvere le possibili radici emozionali del problema.

Con le tematiche fisiche assume particolare importanza l’applicazione persistente del metodo.

Il Dr. Steve Wells, psicologo australiano e grande esperto di Tecniche Energetiche, afferma in una lettera a Gary: “Ho imparato grazie all’esperienza il valore della tenacia per problemi come questi. Se si applica EFT in quantità sufficiente i sintomi possono scomparire completamente, senza ritornare più. Ho osservato questo fenomeno in molti clienti che nel tempo hanno diligentemente applicato la tecnica sui loro problemi fisici, risolvendoli. L’esempio di una simile persistenza mi ispira a continuare fino a quando non sono completamente libero dai sintomi.”

Il secondo approccio va alla ricerca delle cause, gli eventi-radice e le convinzioni ad essi connesse che hanno dato origine, nel tempo, ai sintomi fisici.

Alcune vie per trovare il “nocciolo” consistono nel porsi /porre domande quali:

Ø Questo problema cosa ti ricorda?

Ø Quando è apparso la prima volta?

Ø Cosa succedeva in quel periodo?

Ø Se ci fosse un’emozione alla base di questo problema, quale potrebbe essere?

Ø Perché potresti meritare questo problema?

Ø Perché non dovresti superare completamente questo problema?

Ø Quali vantaggi stai ottenendo da questa malattia?

Ø Con chi sei più arrabbiato/a?

Ø Se questo sintomo avesse un messaggio da comunicarti, quale potrebbe essere?

Ø Se dovessi rivivere la tua vita, quale evento o persona preferiresti evitare?

Inoltre, utilizzare delle metafore (esche) come chiavi d’accesso, chiedendo:

Ø Che rappresentazione puoi dare di questo sintomo? Ha una forma, un colore?

Usare la parola Perdono nella Preparazione. Ad esempio: “Anche se ho questo mal di stomaco, perdono me stesso per qualsiasi cosa io stia facendo per trattenerlo”; “Anche se provo rabbia per…….., sono aperto alla possibilità di perdonare me stesso e chiunque possa aver contribuito a questa rabbia”.

Le risposte alle domande diventano ciò su cui focalizzarsi eseguendo la Sequenza e, nel caso non vi siano cambiamenti, durante la Preparazione.

Una costante pratica unita allo studio del materiale disponibile condurrà verso l’eccellenza e permetterà di confrontarsi anche con problematiche ritenute difficili o impossibili da risolvere.

Nota: alcune tematiche fisiche possono necessitare di particolare tenacia nell’applicazione di EFT, nell’ordine di settimane o mesi. Trovare un minuto più volte al giorno per eseguire un giro di EFT può significare, nel tempo, lo scioglimento del problema. A tal riguardo, SET presenta notevoli vantaggi. Rimando il lettore al capitolo apposito.

EFT sul Respiro

Il respiro, questo sconosciuto.

Una delle nostre principali fonti di approvvigionamento di energia, avviene in modo del tutto automatico, anche se possiamo modificarlo consciamente.

Lo stress e lo stile di vita tipicamente occidentale fanno sì che nella maggior parte delle persone l’aria arrivi a riempire solo la zona superiore dei polmoni, mantenendole in uno stato di continua agitazione e nervosismo.

L’aria non arriva quasi mai in quella che molte culture considerano la fonte della nostra energia, la zona al di sotto dell’ombelico.

Non portarvi aria significa non alimentarla, quindi vivere con meno energia, meno possibilità, meno passione.

Le tecniche efficaci sul respiro sono molte, dall’Ayurveda al Chi-Kung, dal Pranayama al Rebirthing; anche EFT ha trovato in questo campo utili applicazioni.

Molte persone hanno un qualche tipo di costrizione del respiro, sia essa nell’inspirazione o nell’espirazione.

Per alcuni si manifesta come blocco, per altri come restringimento della capacità respiratoria.

Questa carenza è un chiaro segno di conflitto emozionale irrisolto, perciò può essere un modo efficace di “entrata” nel caso di problematiche non definite, vaghe o nascoste.

Ecco come fare:

Trai qualche respiro, notando se c’è qualche restrizione o blocco. Ponendo che il respiro pieno, completo, sia 10, valuta la tua attuale capacità respiratoria con un valore tra 0 (apnea) e 10;

applica un giro di EFT focalizzandoti sul respiro;

Se non cambia, esegui una Preparazione, per esempio: “Anche se c’è qualcosa che limita il mio respiro, mi amo e mi accetto completamente e profondamente, e lascio andare qualsiasi cosa io stia facendo per trattenerlo”.

Nota se ci sono differenze. Se necessario, esegui altri passaggi di EFT.

Potrà accadere che emergano tematiche emozionali, nel qual caso verranno prontamente neutralizzate da ulteriori passaggi.

Molto spesso ciò non sarà nemmeno necessario, visto che sciogliere il blocco respiratorio (o fisico) porterà con se anche la causa emozionale che lo sosteneva.

La tecnica del respiro, grazie alla sua valenza cinestesica (dà una sensazione corporea di cambiamento, attestandone l’efficacia), è molto utile per introdurre EFT agli scettici.

Ovviamente ammesso che abbiano restrizioni del respiro, dopo uno o due passaggi di EFT sarà molto difficile non notare la differenza.

EFT sulle Dipendenze

Cerchiamo di definire cosa sia una dipendenza distinguendola da una cattiva abitudine.

Fin da piccolo ho imparato che gettare carte dal finestrino dell’automobile è una cosa normale, poi mi fanno notare che, per vari buoni motivi, sarebbe meglio gettarle nel cestino.

Mi trovo d’accordo ma ormai sono abituato così, lo faccio automaticamente, senza pensarci: è una cattiva abitudine.

Se voglio davvero cambiarla, posso incollare dei bigliettini promemoria in auto, così da ricordarmi di tenere le carte per il cestino.

Dopo un po’ di giorni così (alcuni dicono ne siano necessari 21 per apprendere una nuova abitudine), mi verrà automatico conservare le carte per poi gettarle nel cestino; avrò cambiato un’abitudine.

Ora, provate a dire di fare la stessa cosa ad un accanito fumatore.

Si troverà d’accordo sulla bontà della decisione di smettere, e potrà anche mettere dei bigliettini sul suo pacchetto di sigarette con scritto “Oggi non fumo”, ma prima o poi ricadrà nel vizio.

Perché? Perché il vero problema non sono le sigarette, le quali sono solo lo strumento della dipendenza, così come l’alcool, il gioco, la droga, il cibo, lo shopping, etc.

Tutti questi strumenti hanno in comune una funzione: sollevare temporaneamente una persona dal proprio disagio.

“La vera causa delle dipendenze è un vuoto, un disagio che viene temporaneamente nascosto o sollevato da alcune sostanze o comportamenti”.

Un vuoto o disagio, tanto è vero che, se privata del suo “calmante temporaneo”, una persona diventa agitata, nervosa (vi siete mai trovati in compagnia di un fumatore rimasto senza sigarette?).

Inoltre, i periodi di stress vedono sempre un aumento della sostanza o comportamento, poiché è cresciuta l’intensità del disagio.

Chi cerca di smettere una dipendenza si trova automaticamente a sostituire lo strumento che va a calmare l’ansia: ricordo che mio padre, per 9 mesi, era riuscito a smettere di fumare.

Non avendo più le sigarette, le aveva sostituite con 6 pasti giornalieri: colazione, un panino a metà mattina, pranzo, merenda, cena e pizza o spaghetti di mezzanotte.

In 9 mesi era cresciuto 9 chili ed aveva i valori del sangue squilibrati.

Riprendendo a fumare è dimagrito e gli esami del sangue sono tornati su valori normali.

Stesso meccanismo lo si è spesso visto in azione tra gli Alcolisti Anonimi: le persone hanno sì smesso di bere, ma hanno sostituito l’alcool con quantità industriali di caffè e sigarette.

Osservando gli oggetti delle dipendenze, notiamo che essi sollevano solo temporaneamente la persona dal disagio; quando l’effetto cala, esso torna a manifestarsi richiedendo una nuova “dose”.

Questo è chiaro, altrimenti un solo utilizzo della sostanza o del comportamento risolverebbe definitivamente il problema; ciò non accade mai. Invece, le persone devono ripetere il loro comportamento per ottenere sollievo.

Poi diventano dipendenti e finiscono con l’associare il disagio al “tranquillante”, creando un circolo vizioso nel quale cadono intrappolati.

Alla luce di questo diverso modo di vedere le dipendenze, vediamo cosa si può fare per risolverle.

Partiamo dalla causa, il vuoto o disagio.

Può essere rabbia, tristezza, mancanza, noia, rancore, paura, stress, etc. derivanti dall’insieme delle rappresentazioni archiviate dall’individuo.

Quindi un consistente utilizzo di EFT può ridurre o eliminare il disagio alla base della dipendenza.

Prima di iniziare bisogna porre particolare attenzione al fenomeno dell’Inversione Energetica, il quale è presente nel 99,9% dei casi di dipendenze e porterà inconsciamente la persona ad impedire che il disagio salga in superficie, anche sabotando i tentativi di smettere.

Abbiamo compreso che alcuni giri di EFT sostituiscono il “tranquillante preferito”; se devo scegliere tra i due, quale sceglierò?

Vi garantisco che, se in passato avete provato a liberarvi di una dipendenza e non ci siete riusciti, l’autosabotaggio è la prima responsabile.

Ecco perché una Preparazione enfatica e ripetuti “giri” di EFT sono molto utili per favorire il cambiamento.

Diversamente, il blocco si manifesterà sotto forma di dimenticanze, voglie irrefrenabili, concessioni alla ferma decisione, etc.

Dobbiamo tenere presente che EFT agisce temporaneamente sul bisogno della sostanza o comportamento, va quindi ripetuta spesso.

Anche in questo caso, SET è un toccasana.

Ci sono vari approcci alla risoluzione delle dipendenze; qui ne vediamo i due principali.

Il primo metodo consiste nell’indirizzare EFT alla dipendenza, e ripetere la procedura molte volte al giorno.

Aiuta a ridurre il bisogno che nel tempo dovrebbe attenuarsi.

Un buon sistema è associare i passaggi di EFT a momenti abituali della giornata quali: appena svegli; prima di ogni pasto; dopo ogni pasto; ogni volta che si va in bagno; ogni volta che si entra o si esce di casa; prima di addormentarsi.

Ovviamente la gente ha abitudini differenti, questa lista serve solo per dare un’idea.

Oltre a ciò, EFT va applicata ogni volta che l’intensità della dipendenza (ad esempio la voglia di fumare, o il desiderio irrefrenabile di mangiare cioccolata) torna a manifestarsi.

Ecco come fare:

1. Fai in modo che l’intensità della voglia salga;

2. Esegui una o più Sequenze;

3. Se non cala, vai con la Preparazione: “Anche se ho bisogno di fumare/ho una tremenda voglia di cioccolato/etc.”

Prova ancora a far salire l’intensità del desiderio, ed osserva se ci sono differenze.

Continua finché il bisogno della sostanza/gesto/comportamento arriva a 0.

Il secondo metodo consiste nella ricerca mirata dei vari aspetti della tematica:

1. Controlla la motivazione che ti porta a voler smettere, e la presenza di auto-sabotaggio;

2. Scopri perché, ad esempio, fumi. Chiediti: “Il fumo, chi o cosa mi ricorda?”;

3. Concentrati sulla sensazione del bisogno della sostanza (comportamento), ricorda quando hai sperimentato sensazioni corporee simili;

4. Applica EFT al primo evento nel quale hai sperimentato quella sensazione;

5. Passa ad altri ricordi simili;

6. Pensa al futuro ed alle occasioni nelle quali rischi di ricominciare;

7. Rendi l’intero processo divertente, simile ad un gioco.

Oltre a tutto questo, visto che l’origine del disagio viene dal vissuto di una persona, consiglio vivamente di praticare assiduamente SET.

Nel periodo in cui ho appreso le basi di EFT mangiavo, dopo ogni pasto, abbondanti dosi di una famosa crema da spalmare sul pane.

Senza rendermene conto era diventata un’esigenza giornaliera, nella quale indugiavo volentieri pur sapendo che il mio benessere subiva le conseguenze di questo abuso.

Un pomeriggio ho preso il vasetto, l’ho aperto annusandone il profumo, per far sì che il desiderio crescesse (in effetti, non ci ha messo molto a salire d’intensità) e poi ho applicato EFT alla “voglia irrefrenabile”.

Due passaggi ed era a zero.

Ho riposto il vasetto, e da quel giorno non ne ho più avuta voglia.

Circa un mese dopo ero, insieme a mamma e sorella, a casa delle mie zie, luogo nel quale fin da bambino questa crema al cioccolato non è mai mancata.

Mia sorella ha iniziato a mangiarne, meravigliandosi del fatto che non ne avessi voglia.

Spinto dalla curiosità ne ho assaggiata un poco, e con mio grande stupore ho notato (un po’ a malincuore, a dire il vero) che il sapore non era quello a me noto.

Aveva un ché di “chimico” e pizzicava, cosa che mia sorella non avvertiva minimamente; il mio sistema energetico aveva cambiato la percezione sensoriale del gusto. Da allora mi è capitato (occasionalmente) di mangiarne quantità irrisorie, più per fame (era l’unica cosa commestibile a disposizione) che per altro.

Normalmente, quando posso scegliere mi oriento molto volentieri su altro.

da “Il Nuovo Codice Del Benessere” – A.Fredi

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